Un robot per aiutare i bambini autistici: è l’idea di Giuseppe Pennisi

Un robot per aiutare i bambini autistici: è l’idea di Giuseppe Pennisi

Continuando il nostro viaggio tra le idee che hanno valore, questa settimana ne raccontiamo una che si propone di cambiare la vita a migliaia di bambini. Ancora una volta il protagonista della nostra storia è un giovane trentenne, lui vive a Paternò e, seguendo un sogno insieme ai due cugini, Daniele e Marco Lombardo, è riuscito a realizzare un software Robomate per robot umanoide capace di aiutare i bambini autistici. Il sogno realizzato si chiama Zeno ed il protagonista è Giuseppe Pennisi. 

Continuando il nostro viaggio tra le idee che hanno valore, questa settimana ne raccontiamo una che si propone di cambiare la vita a migliaia di bambini. Ancora una volta il protagonista della nostra storia è un giovane trentenne, lui vive a Paternò e, seguendo un sogno insieme ai due cugini, Daniele e Marco Lombardo, è riuscito a realizzare un software Robomate per robot umanoide capace di aiutare i bambini autistici. Il sogno realizzato si chiama Zeno ed il protagonista è Giuseppe Pennisi.

Zeno è un piccolo ed anche simpatico robot con una particolarità interessante, la sua pelle in silicone gli consente di assumere comportamenti e dimostrare stati d’animo del tutto simili a quelli umani. Insieme a lui c’è il fratello NAO, il robot francese al cui interno i cugini Daniele e Marco sono riusciti ad inserire un software capace di creare delle terapie personalizzate per aiutare i bambini affetti da autismo ad affrontare meglio le terapie. Si tratta di una interfaccia importantissima utile anche ai medici ed ai genitori dei bambini.

L’autismo colpisce 1 bambino su 150 e le cure per questa patologia sono ancora poche e spesso difficili da gestire. “Ci siamo accorti – ci racconta Giuseppe – che mancava per questi bambini una cosa importante, uno stimolo in più che potesse accompagnarli nel loro percorso di assistenza”. Ed è proprio da questa intuizione che – aggiunge: “dopo aver acquistato Zeno durante un viaggio in America, abbiamo scelto di dare a questo robot un’anima, una sensibilità in più capace di aiutare gli altri”.

 

Un’intuizione esatta, come ha dimostrato il tempo, che ha portato i tre informatici a fondare la start-up Behaviour Labs e a vincere diversi premi, tra cui quello che l’azienda Telecom dedica ogni anno alle migliori start-up d’Italia.
Quello di Giuseppe e dei suoi cugini è un sogno “internazionale”, che coniuga la passione per la tecnologia a quella per i viaggi. Nao, infatti, viene prodotto in Francia dalla Aldebaran, mentre Zeno è americano, viene dalla Robokind in Texas ma la loro anima è tutta siciliana, etnea, e se vogliamo ha origini paternesi.
Abbiamo incontrato Giuseppe proprio nella sede di Behaviour Labs, presso il TIM #WCAP, l’Acceleratore TIM di Catania, centro vitale dell’innovazione nel sud Italia che offre agli startupper migliori 1.100 metri quadri di spazio condivisibile e iper tecnologico. Una realtà dinamica, giovane, innovativa ma soprattutto vitale. Una realtà tutta catanese.

 

Giuseppe quali sono i vostri progetti per il futuro?
“I nostri robot sono già stati testati dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr (Centro Nazionale di Ricerca) di Messina. I medici sono entusiasti perchè secondo i test i bambini imparano velocemente e mantengono l’attenzione più a lungo grazie all’apporto di Zeno e Nao. Stiamo cercando di riportare Zeno anche in America aggiungendo però il nostro software e quindi la nostra anima siciliana. L’obiettivo è anche quello di divulgare questi strumenti nelle scuole per aiutare i bambini autistici nelle terapie e nei percorsi didattici”.

 

Cos’è NIWELL?
“E’ un altro progetto a cui stiamo lavorando, si tratta di un nuovo software che, applicato ad altri strumenti utili per la salute ed il benessere, consente di fare sport viaggiando in 3D, ad esempio passeggiando per gli Champs-Élysées, seguendo un concerto degli U2 e molto altro. Una immersione nel mondo del wellness che garantirà esperienze entusiasmanti”.

 

Nell’ambito degli eventi che si sono tenuti a Catania lo scorso ottobre anche il noto settimanale Panorama ha dedicato ampio spazio all’esperienza di Behaviour Labs, presentando la vostra start-up come eccellenza tutta siciliana. Ma non sono stati gli unici, in questi due anni tantissime interviste ed approfondimenti vi hanno visti protagonisti nelle Tv nazionali e locali.

 

Oggi rappresenti un esempio per molti giovani che cercano di raggiungere i propri sogni. Che consiglio vuoi dare a loro?
 “Di inventarsi, di mettere in pratica i sogni e provare a realizzare le idee. Consiglio di provare a raggiungere e soddisfare i bisogni degli altri, è un modo positivo di creare impresa puntando ai valori positivi del nostro tempo”.

 
peppe

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