Idee e talenti: a Catania nasce The Future of the City

 

“The Future of the City” è l’iniziativa inaugurata oggi a Catania, nella sede di TIM WCAP, alla presenza del Sindaco di Catania, Enzo Bianco, e di Attilio Somma, responsabile Business Positioning di TIM. Obiettivo del progetto è quello di coinvolgere le istituzioni, le associazioni, le imprese e i talenti siciliani per rilanciare Catania e la Sicilia grazie all’innovazione e alla cooperazione.  

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A Catania nasce Momo, il robot intelligente che ci ricorda Andrew Martin

E poi dicono che non siamo originali! Leggendo la rassegna stampa di stamattina sono riuscita a trovare la notizia che aspettavo. Per quelli come me, cresciuti a pane e nutella davanti ai film di Italia 1 e Canale 5, sappiate che è arrivata la notizia che aspettavamo: Andrew Martin, l’Uomo Bicentenario, passato da semplice robot a umano sensibile, innamorato, affascinante, e miliardario (in ordine di importanza),  è nato e partirà da Catania. Non si chiama Andrew ma Momo e le sue sembianze non saranno di certo quelle del grande Robin Williams, ma il successo è già assicurato.

 

Secondo l’ANSA, infatti, il robot intelligente sarà in grado di accendere e spegnere la luce, di rispondere alle richieste di aiuto, di individuare i livelli di gas e di fumi, di riconoscere i volti, gli oggetti e i suoni.  

Momo, il robot domesticoLa sede siciliana di Digital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, aperta in collaborazione con la società partner Factory Accademia, ha infatti segnato oggi la prima acquisizione con una quota del 10%  della catanese Morpheos, la startup catanese che sviluppa Momo, fondata da Edoardo Scarso che nel 2015 ha vinto il bando Smart & Start Italia ottenendo un finanziamento di 828.200 euro, utile per l’avviamento dell’impresa.

Le funzionalità di Momo si basano sull’internet delle cose, sull’interfaccia smart tra il robot e tutti i dispositivi tecnologici presenti nell’ambiente domestico con l’intento di rendere le abitazioni più sicure e confortevoli. Lo speciale robot made in Sicily regola l’intensità delle luci e la temperatura domestica, individua livelli di gas e di fumi, le richieste di aiuto, grazie ai sensori tecnologici che sono in grado di riconoscere i volti, gli oggetti e i suoni.

Momo individua suoni specifici come il pianto di un bambino, la richiesta d’aiuto di una persona anziana o la rottura di un vetro. Durante l’orario in cui i bambini dormono ad esempio, Momo riduce il volume dei suoni che potrebbero disturbarli o in caso di un incidente domestico avvisa tramite messaggi oppure contatta via telefono. Quando in una stanza sono presenti molte persone, Momo abbassa in modo autonomo la temperatura oppure se una persona è seduta sul divano a leggere, Momo regola le luci in modo da facilitare la lettura.

Momo non richiede configurazioni o installazioni, basta collegarlo a una presa elettrica ed è già in grado di gestire in modo semplice abitazioni o uffici, ad esempio riesce a controllare l’accensione e lo spegnimento di dispositivi elettronici, la gestione di impianti domestici, TV e impianti stereo e i dispositivi collegati alla corrente elettrica o accessibili via WiFi o Internet.

Insomma, a noi Momo oggi ricorda tanto Andrew, il robot dall’animo gentile, nato macchina e diventato uomo con enormi sacrifici e superando battaglie memorabili. Andrew, il robot dal corpo digitale ma dal cuore sensibile, con la quale la generazione degli anni 90 ha imparato a guardare il mondo degli umani con uno sguardo diverso, imparando ad apprezzarne le gioie ed i dolori ma soprattutto il grande privilegio di poter amare ed essere felici.

E chissà che Momo non sia nato in Sicilia per insegnarci a guardare il mondo con occhi diversi … In bocca al lupo agli inventori di Momo.

(ANSA)

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La startup che fa tremare le compagnie aree di tutto il mondo ha una voce siciliana

E’  tra le migliori 100 startup al mondo per Entrepreneur (2014), vincitore del premio Collision a Las Vegas, finalista in TechCrunch disrupt 2014 a New Yor e Top 5 tra le startup finaliste di Y Combinator W2014 a San Francisco. L’idea che vi raccontiamo oggi è quella nata dal trentenne danese Henrik Zillmer che nel 2013 ha pensato di mettere insieme un team di analisti e legali per far tremare i piani alti delle compagnie aree di tutto il mondo. Cosa fanno? Aiutano i passeggeri ad ottenere i rimborsi per voli cancellati e/o in ritardo e per i casi di overbooking. Perché ne parliamo oggi? Perché a far da portavoce a Air Help, questo è il nome di uno dei colossi europei delle startup, è Danilo Campisi, un giovane siciliano che – con una visione innovativa e decisamente internazionale del modo di fare comunicazione – ha deciso di stravolgere il piano di comunicazione aziendale affidandosi principalmente all’obiettività e alla passione dei blogger italiani, e attuando così un sistema integrato di marketing e comunicazione.

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