“Futtitinni” è un’opera d’arte

Prendi un confetto e “futtitinni! Ci sarà anche un progetto artistico dietro ma il concetto del “futtirisinni” è più chiaro di quanto si pensi. Il termine, che per i residenti oltre lo Stretto di Messina può essere tradotto con “fregatene“, ha un grande impatto comunicativo ed è molto utilizzato in Sicilia. Ecco perché due giovani palermitani hanno deciso che da Sabato 2 Dicembre “Futtitinni” sarà anche il titolo di una nuova opera d’arte esposta presso la galleria di Piazza Cassa di Risparmio a Palermo.

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Repubblica racconta la storia di un progetto vincente, giovane ed etneo

La storia dei ragazzi dell’amaro al limone di Sicilia oggi su Repubblica. 

Sono quattro infatti e sono tutti del territorio etneo. Orgogliosamente nati e cresciuti all’ombra del Vulcano, tra Paternò e Ragalna, questi giovani imprenditori Matteo, Gianfranco, Santi e Antonio sono partiti da una semplice idea, da una piccola storia di famiglia e sono arrivati a realizzare un sogno, un obiettivo concreto.

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Riciclare la camera d’aria per produrre gioielli. L’idea di Maria Gualtieri

Questo blog, che meglio definiamo come spazio dedicato alle esperienze di valore, è partito due anni fa con un solo obiettivo: trasmettere anche ai nostri amici lettori l’amore per le idee. Donare una speranza di futuro a chi l’ha persa strada facendo. Noi vogliamo, oggi come allora, trasmettervi l’emozione che ci pervade ogni volta che conosciamo una storia positiva, di passione, di idee e di coraggio. Una storia che vale, insomma. E quella che oggi vi proponiamo, ancora una volta, lo è. Ha il profumo di campagna, la bellezza di un opera d’arte e l’originalità delle idee di valore. La protagonista è una donna, 40 anni, calabrese e profondamente legata alla Sicilia. Il suo valore aggiunto è l’amore per l’arte e la ricerca della bellezza. La sua idea? Produrre gioielli riciclando la camera d’aria. Il suo lavoro? Portare in giro per l’Italia i suoi prodotti.

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A Catania nasce Momo, il robot intelligente che ci ricorda Andrew Martin

E poi dicono che non siamo originali! Leggendo la rassegna stampa di stamattina sono riuscita a trovare la notizia che aspettavo. Per quelli come me, cresciuti a pane e nutella davanti ai film di Italia 1 e Canale 5, sappiate che è arrivata la notizia che aspettavamo: Andrew Martin, l’Uomo Bicentenario, passato da semplice robot a umano sensibile, innamorato, affascinante, e miliardario (in ordine di importanza),  è nato e partirà da Catania. Non si chiama Andrew ma Momo e le sue sembianze non saranno di certo quelle del grande Robin Williams, ma il successo è già assicurato.

 

Secondo l’ANSA, infatti, il robot intelligente sarà in grado di accendere e spegnere la luce, di rispondere alle richieste di aiuto, di individuare i livelli di gas e di fumi, di riconoscere i volti, gli oggetti e i suoni.  

Momo, il robot domesticoLa sede siciliana di Digital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, aperta in collaborazione con la società partner Factory Accademia, ha infatti segnato oggi la prima acquisizione con una quota del 10%  della catanese Morpheos, la startup catanese che sviluppa Momo, fondata da Edoardo Scarso che nel 2015 ha vinto il bando Smart & Start Italia ottenendo un finanziamento di 828.200 euro, utile per l’avviamento dell’impresa.

Le funzionalità di Momo si basano sull’internet delle cose, sull’interfaccia smart tra il robot e tutti i dispositivi tecnologici presenti nell’ambiente domestico con l’intento di rendere le abitazioni più sicure e confortevoli. Lo speciale robot made in Sicily regola l’intensità delle luci e la temperatura domestica, individua livelli di gas e di fumi, le richieste di aiuto, grazie ai sensori tecnologici che sono in grado di riconoscere i volti, gli oggetti e i suoni.

Momo individua suoni specifici come il pianto di un bambino, la richiesta d’aiuto di una persona anziana o la rottura di un vetro. Durante l’orario in cui i bambini dormono ad esempio, Momo riduce il volume dei suoni che potrebbero disturbarli o in caso di un incidente domestico avvisa tramite messaggi oppure contatta via telefono. Quando in una stanza sono presenti molte persone, Momo abbassa in modo autonomo la temperatura oppure se una persona è seduta sul divano a leggere, Momo regola le luci in modo da facilitare la lettura.

Momo non richiede configurazioni o installazioni, basta collegarlo a una presa elettrica ed è già in grado di gestire in modo semplice abitazioni o uffici, ad esempio riesce a controllare l’accensione e lo spegnimento di dispositivi elettronici, la gestione di impianti domestici, TV e impianti stereo e i dispositivi collegati alla corrente elettrica o accessibili via WiFi o Internet.

Insomma, a noi Momo oggi ricorda tanto Andrew, il robot dall’animo gentile, nato macchina e diventato uomo con enormi sacrifici e superando battaglie memorabili. Andrew, il robot dal corpo digitale ma dal cuore sensibile, con la quale la generazione degli anni 90 ha imparato a guardare il mondo degli umani con uno sguardo diverso, imparando ad apprezzarne le gioie ed i dolori ma soprattutto il grande privilegio di poter amare ed essere felici.

E chissà che Momo non sia nato in Sicilia per insegnarci a guardare il mondo con occhi diversi … In bocca al lupo agli inventori di Momo.

(ANSA)

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