Storie di strade di Maria Pia Crisafulli

Storie di strade di Maria Pia Crisafulli

Un sorriso dolcissimo, i capelli color oro ed una pronuncia con la “erre moscia” che a noi de Il Blog che Vale affascina sempre parecchio. E’ questa la deliziosa immagine che ci ha lasciato la protagonista della storia di oggi. Lei è Maria Pia Crisafulli, studentessa universitaria, vive con la famiglia a S. Teresa di Riva e, a soli 20 anni, è già autrice di alcuni testi importanti.  Lei è per noi tra quei talenti, non ancora noti al grandissimo pubblico, di cui vale la pena parlare, che vale la pena scoprire, leggere e ascoltare.

1 – Di cosa parla il tuo libro “Storie di strade” e qual è il messaggio che hai cercato di lasciare ai tuoi lettori?

Ogni racconto del mio libro credo rappresenti un piccolo microcosmo da leggere e interrogare singolarmente. Il filo che collega tutto è la strada, quella della vita. Dell’esistenza di ogni singolo personaggio che poi, vuoi per un aspetto vuoi per un altro, si realizza in ogni singolo uomo. Il messaggio che ho cercato di lasciare ai lettori è: diventa ciò che sei!

2 – Come è nata la tua passione per la scrittura?

La scrittura, più che una passione, per me rappresenta una necessità: un’urgenza. Ogni volta che provo a ricordare la mia prima volta davanti al foglio senza la maestra, mi appare il viso austero e al tempo stesso dolce di mia nonna Lucia. Lei amava profondamente la poesia e passava i pomeriggi a recitarmi i versi di Pascoli e Carducci; dopo qualche tempo, ho iniziato anche io a scrivere poesie.

3 – E’ la prima volta che ti approcci ad un testo di questo genere?

Sì, Odòs è il mio battesimo del fuoco. Il mio primo approccio editoriale, risalente al 2012, è legato alla poesia. I racconti sono stati una vera e propria svolta, non pensavo di essere capace di scrivere in maniera “ordinata”.

4 – Sei così giovane eppure con una penna già raffinata. A quali autori ti ispiri quando scrivi?

Alle persone che ho incontrato anche se, ovviamente, ci sono scrittori a cui devo tantissimo: Baricco, la Yourcenar, Manfredi, Dostoevskij, D’avenia, Zafòn. La mia però è una scrittura automatica, sono i personaggi a muovere la mano, a ispirare le parole che butto convulsamente su carta. Sembra assurdo detto così, eppure ti garantisco che nemmeno una virgola di ciò che scrivo, di getto, è meditata.

5 – Hai in mente altri progetti?

Ho molte poesie nel cassetto, magari le pubblicherò. Vorrei continuare a scrivere ma non voglio che la scrittura diventi la quotidianità: perderebbe la sua capacità di consolarmi e stupirmi.  

 

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