Riciclare la camera d’aria per produrre gioielli. L’idea di Maria Gualtieri

Riciclare la camera d’aria per produrre gioielli. L’idea di Maria Gualtieri

Questo blog, che meglio definiamo come spazio dedicato alle esperienze di valore, è partito due anni fa con un solo obiettivo: trasmettere anche ai nostri amici lettori l’amore per le idee. Donare una speranza di futuro a chi l’ha persa strada facendo. Noi vogliamo, oggi come allora, trasmettervi l’emozione che ci pervade ogni volta che conosciamo una storia positiva, di passione, di idee e di coraggio. Una storia che vale, insomma. E quella che oggi vi proponiamo, ancora una volta, lo è. Ha il profumo di campagna, la bellezza di un opera d’arte e l’originalità delle idee di valore. La protagonista è una donna, 40 anni, calabrese e profondamente legata alla Sicilia. Il suo valore aggiunto è l’amore per l’arte e la ricerca della bellezza. La sua idea? Produrre gioielli riciclando la camera d’aria. Il suo lavoro? Portare in giro per l’Italia i suoi prodotti.

Noi l’abbiamo conosciuta al SAL (Spazio Avanzamento Lavori) di Catania nell’ambito del Garage Sale, il nuovo progetto creativo di Pop Up Market Sicily, che si è tenuto lo scorso weekend e che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico. Nella social room organizzata da Sud Look e diretta dalla nostra amica Simona Scandura c’era anche lei: la protagonista della storia di oggi, Maria Gualtieri.

  • Come ti è venuta l’idea di produrre gioielli riciclando la camera d’aria?

Sono arriva a questo materiale quasi dieci anni fa ormai e ho subito capito che poteva essere veramente un prodotto innovativo”.

Maria Gualtieri è una stilista con un curriculum di tutto rispetto. Nella sua BIO, si legge: “Giovanissima frequenta l’Istituto statale d’arte E. Basile, e successivamente l’accademia di moda e costume Koefia a Roma. Lavora per svariate case di moda come Gattinoni, Trussardi, Marella Ferrera, Luca Berti studio, Extyn, passando per l’alta moda, il prêt-à-porter, e il pronto. Si affaccia al mondo dell’arte affiancata  dall’artista designer Myriam Bottazzi. Rifiuta i modelli convenzionali che gravitano attorno al fashion system e sviluppa uno spirito di non adeguamento a forme d’arte già esistenti, decidendo di usare e trasformare materiali alternativi, di scarto, di riciclo, apparentemente privi di forza espressiva, come la camera d’aria

  • Come avviene il processo di lavorazione dei tuoi gioielli?

Innanzitutto vado dal gommista, riciclo la camera d’aria e la lavoro per plasmarla. E’ un lavoro complesso: prima la lavo, poi la tratto per ammorbidirla, la disinfetto e la dipingo con dei solventi per togliere le incrostazioni, poi la ridipingo con colori anallergici e inizio a tagliarla. L’intaglio è la parte più difficile ma che amo di più. Ago e filo sono le mie uniche mani d’aiuto. Taglio la camera d’aria ispirandomi alla natura, alle foglie ed ai fiori che mi capita di raccogliere in campagna e poi inizio a cucire”.

  • La campagna e l’arte. Come sei arrivata a questo progetto?

Io vengo dalla campagna. Vivo li quando posso e adoro andare in giro per raccogliere le piante che sono spesso la mia fonte d’ispirazione”.

  • Hai scelto di vendere i tuoi prodotti solo all’interno di fiere come questa. Perché non aprire semplicemente un negozio?

Perché il negozio avrebbe delle pareti ed i miei prodotti non possono stare fermi in un luogo, devono viaggiare e farsi conoscere. Devono essere toccati ed apprezzati da più persone possibili. Non escludo infatti di avviare il progetto di un negozio itinerante in futuro dove magari esporre anche abiti adornati di camera d’aria e gioielli”.

Ed è inutile dire che a noi de Il Blog che Vale queste idee piacciono davvero tanto … e gli orecchini di Maria sono bellissimi!

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