Renzo e Lucia a Taormina: una rilettura moderna dei Promessi Sposi per il nuovo singolo di Francesco Foti

 

C’è da dire che il 2017 è un anno propizio per Taormina, ri-consacrata a città simbolo di bellezza e arte in tutto il mondo,  capitale della cultura e dei siti Unesco in Sicilia, scenario del G7, panorama delle frecce tricolore, e ora anche meravigliosa protagonista del videoclip che lancia il nuovo singolo di Francesco Foti, cantautore e poeta siciliano, originalissimo nel suo genere e nel timbro delle sue scritture. 

“Renzo il Torbido” è il titolo del singolo, che ha già raggiunto più di 58.000 visualizzazioni su YouTube, girato tra le vie, i colori e gli odori della cittadina nota per le vie lussuose del centro e i locali alla moda, e che qui si presta a scenario di una moderna rilettura dei Promessi Sposi. Il Renzo manzoniano diventa in Foti  un personaggio a-social nel tempo dei social, e per questo è emarginato dalla società e considerato “torbido”, è senza lavoro, “ha perso casa, fede e dignità”, non si preoccupa di bere e pisciare per le strade della Taormina chic, e il suo unico obiettivo è raggiungere l’amata Lucia. Una Lucia che “vede oltre i giardini del Re” e conosce bene il cuore limpido di Renzo, sa che lui ruba bottoni alle mercerie per confezionare bambole da regalare  “ad ogni squillo del quartiere strappata troppo presto a giochi e sogni”.

Sembra di ricordare le parole di Jorge Amado, scrittore brasiliano che disprezzava capi ed eroi per scrivere di “puttane e vagabondi” perché “l’umanesimo nasce da coloro che non possiedono carisma e non detengono nessuna parcella di potere. Se pensiamo a Pasteur e a Chaplin, come ammirare e stimare Napoleone?”Anche Foti predilige le voci di chi è all’ultimo gradino dell’abbandono, perché gli ultimi sono quelli che sanno sognare, inventare, restare liberi.

Con la partecipazione straordinaria del duo comico internazionale Dandy Danno & Diva G., il videoclip è stato scritto e diretto dal regista Vladimir Di Prima, che ha saputo rendere magistralmente il ritmo e gli spaesamenti del protagonista:  “La storia dipinge un personaggio bizzarro, a volte persino disconnesso dalla realtà; così si è pensato di guastare le immagini con ciò che scherzosamente abbiamo ribattezzato terremotini. L’idea era essenzialmente quella di trasfigurare in maniera analogica un possibile falso contatto della mente. Un effetto disturbato e disturbante.”

Oltre al singolo d’esordio “L’uomo nero” (2013), ninna nanna di speranza per i diritti dei bambini che si è aggiudicata il Premio Il Gabbiano d’argento, a Catania nel 2006, e il Premio Miglior Testo al IX° Lennon Festival di Belpasso, e al suo secondo singolo “Tàn Tàn Tàn” (2016), che manifesta il suo lato Rock, miscelando alla sua rinomata ironia un tocco di Noir per denunciare i mali dei nostri tempi, Francesco Foti ha pubblicato due sillogi di poesie in dialetto etneo: Afotismi  e Jettu uci senza vuci (Ed. Prova d’Autore, rispettivamente nel 2009 e nel 2012) e collabora attivamente con la rivista letteraria Lunarionuovo, dove cura la rubrica “Orologio con cuculo”.

 

 

 

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