La ladra di ricordi di storia e di passione per questa terra

La ladra di ricordi di storia e di passione per questa terra

Alla recente presentazione del suo ultimo libro a Catania erano davvero in tanti a festeggiarla. E tra questi anche qualche amica de Il Blog che Vale come Flaminia Belfiore. La nostra protagonista di questa settimana, come preannunciato, è Barbara Bellomo scrittrice e docente di Lettere a Catania che proprio nelle ultime settimane è in giro per l’Italia per presentare il suo ultimo libro: “La ladra di ricordi“.

Laureata in lettere, ha conseguito il dottorato di ricerca in storia antica presso l’Università degli Studi di Messina, e ha svolto attività di ricerca come assegnista presso la cattedra di Storia romana dell’Università di Catania. All’attivo ha diverse pubblicazioni di storia romana, tra cui recensioni e articoli. Nei suoi libri c’è l’amore per la storia e per la sua città ed il grande interesse per il complesso mondo femminile. Il suo primo libro si intitola: “Il quinto relitto” (Euno Edizioni 2011) e a questo è ben presto seguito anche “Il peso dell’oro” (Euno Edizioni 2013). presentazione-bellomo-624x300

Con “La ladra di ricordi” la Bellomo cerca di coniugare l’amore per la storia romana alla grande passione per il racconto dell’era in cui viviamo. Un connubio brillante e di elevato spessore culturale con il quale la scrittrice vuole lasciare al suo pubblico la possibilità di conoscere e vivere in due ere diverse con lo stesso interesse e la stessa emozione del presente. Insomma, un talento particolare che cercherà ancora una volta di travalicare i confini dell’Isola per rappresentarci con orgoglio anche tra i grandi nomi dell’editoria italiana.

La ladra del suo libro è Isabella De Clio, una archeologa siciliana specializzata in arte antica: seria, spigolosa… e cleptomane. Delusa dalla vita e dagli uomini, sta finendo una borsa di studio che potrebbe lanciarla nel circuito dei più grandi musei del mondo. Nel labirinto accademico, dove ambizioni, tresche amorose e volontà di riscatto sembrano avere la meglio sulla meritocrazia, si inserisce all’improvviso l’inspiegabile omicidio di una donna dall’oscuro passato, che ha a che fare con un prezioso cammeo di età augustea. È proprio questo cammeo a coinvolgere Isabella nelle indagini, a fianco all’affascinante commissario Caccia, appassionato di Jazz, al professore Giacomo Nardi, ormai vicino alla pensione, e al nipote della vittima. Il cammeo perduto innesca una storia che intreccia la Roma del I secolo a.C. e l’Italia contemporanea, i grandi protagonisti dell’età repubblicana – Cesare, Lepido, Marco Antonio, Cicerone, la crudele Fulvia e la piccola Clodia – e i baroni universitari dei nostri tempi, lo sbarco alleato in Sicilia, la violenza che si nasconde tra le mura di casa e la precarietà in cui i ragazzi di oggi, anche i migliori, sono costretti a crescere e a diventare adulti.

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Sei già al terzo romanzo e anche questa volta, visto il successo di partecipazione per la serata di presentazione, si prevede un grande riscontro. Che tipo di rapporto hai instaurato con i tuoi lettori? 

“Devo molto ai miei lettori. È grazie a loro che ho avuto il coraggio di scrivere il secondo romanzo. Il Quinto relitto era nato quasi per caso, una scommessa estiva fatta con amici. Solo vedendo quanto è piaciuto mi sono detta che avrei dovuto continuare. Il secondo libro ha avuto ancora più successo del primo e questo mi ha dato la spinta a cercare un editore nazionale, come Salani. Ci vuole sempre un po’ di coraggio per mettersi in gioco. Ma se si sente che intorno a te gli altri ci credono, è più facile”.

  • Sei docente di lettere e l’amore per la storia ti accompagna sia nel lavoro che in questa grande passione per la scrittura. Cosa ti piace di più raccontare? C’è un periodo storico al quale ti ispiri più degli altri?

“La storia romana è il mio primo amore. Ho un dottorato in storia antica e due assegni di ricerca in storia romana. Così quando ho deciso di scrivere, il mio pensiero è corso là, a quel mondo di duemila anni fa, troppo spesso dimenticato o ridotto a una serie di date. Ho pensato di riportare in vita il mondo dimenticato, immaginando i personaggi e i loro pensieri lì dove finiva la storia documentata. Ma sono una donna a cui piace anche guardare, osservare e scoprire le dinamiche e le passioni della nostra contemporaneità. Così ho pensato di unire i due tempi storici cercando qualcosa, un oggetto che, attraverso i secoli, passa di mano in mani, facendo sì che il passato riviva oggi. E la mia protagonista, Isabella De Clio, archeologa bella e spericolata, con le sue fragilità, è una donna assolutamente attuale”

  • Catania è la tua città e il successo dei tuoi libri nasce spesso dalla tua terra. Che rapporto hai con l’Isola?

“Sono figlia di una tedesca che ama e rispetta la Sicilia come spesso neanche i siciliani sanno fare. La nostra è una terra bellissima, ma siamo tanto abituati a vivere tra il cielo azzurro, il mare cristallino e un bellissimo vulcano che diamo tutto per scontato e lo curiamo poco. I miei personaggi credono in questa terra”.

  • Cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo libro?

“Difficile rispondere. Posso dire cosa ha per me rappresento questo libro. E’ la realizzazione di mio un sogno. Ho pubblicato infatti i primi due romanzi con un editore siciliano, serio e professionale, e ora con La ladra di ricordi approdo all’editore italiano di Harry Potter. A cosa può aspirare di più un autore?”.

 

 

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