“Iu a tia ti vulissi purtari supra na varca e non turnari”: quando tra Africa e Sicilia c’è di mezzo la musica

Vi siete mai chiesti cosa può nascere dall’unione fra l’espressività del dialetto siciliano e l’energia dei ritmi africani? Noi lo abbiamo scoperto oggi e con grande entusiasmo ve lo riproponiamo. Stiamo parlando di una canzone che farà smuovere gli scoordinati e cantare gli stonati. Perché quella che ascolterete è davvero un miracolo per le orecchie e la mente, provare per credere.

“Bedda” è il nuovo singolo di un gruppo musicale nato nel 2009 dall’incontro magico fra il siciliano Sergio La Biunda, cantante alla ricerca di nuove forme d’arte, le percussioni di Abramo Layè Senè e la voce di Bara Gianie, due senegalesi arrivati nella nostra terra durante un tour e mai più andati via. AfroFamily il nome della band che ha un baobab per simbolo, l’albero con le radici rivolte al cielo, e i colori di due terre tanto diverse quanto vicine.

Una band multiculturale e transnazionale non poteva non piacere a noi de Il Blog che Vale, soprattutto se per diffondere la propria musica si affida direttamente alle scelte del pubblico piuttosto che a quella di case discografiche troppo spesso manovrate da interessi distanti dalla musica. E’ infatti grazie al crowdfunding, la raccolta fondi dell’era digitale che coinvolge tanti con poco, che AfroFamily è riuscita a realizzare il primo album, di cui la canzone scelta è il primo singolo, realizzato in collaborazione con i ColorIndaco, altra family band catanese, il reggae del noto  Zu Luciano, e le percussioni di Jah Sazzah, il ragusano che ha accompagnato tra gli altri Manu Chao.  Perché, ci tiene a sottolineare Sergio, nella famiglia non esistono competizioni, ma solo la voglia di fare e di fare bene insieme.

Bedda è più che un corteggiamento amoroso, è un inno alla propria terra – d’origine o d’arrivo non importa quando ci si sente a casa – , al mare dentro cui annegare come negli occhi di una donna, al sole che “abbrucia”, ai monti su cui coricarsi come su un dolce seno femminile,  al fuoco che fa “sbambari” come quando si fa l’amore con chi non ha “abbentu” e continua a muoversi senza sosta. Questa è Sicilia, questa è Africa.

L’arte per unire, il contatto per condividere, il rispetto per integrare: così potrebbe riassumersi il motto di questa famiglia che negli anni si è allargata ad altri membri, e che oggi può contare sulla collaborazione di numerosi artisti di vari settori, dalla fotografia alla regia, dalla pittura alla scenografia.  Una famiglia eterogenea, dove ognuno ha la propria individualità senza essere individualista e dove aggregazione significa mescolanza e fusione, come lo  zucchero che entra  dentro  l’acqua,  si scioglie  e  non  si  vede  più.  Ma  se  bevi  l’acqua,  lo  senti.”  Ecco come un membro della famiglia, il pittore e  scultore senegalese BayeGaye ha suggestivamente descritto l’obiettivo di questo gruppo che oggi è anche una ONLUS che mira a creare momenti e occasioni di partecipazione attiva, incontro e crescita personale attraverso le differenze che arricchiscono.

L’AfroFamily ha suonato in  lungo e in largo in giro per la Sicilia e oltre, ci ha accompagnati al Capodanno 2011 in piazza Università a Catania, ha ricevuto riconoscimenti  da  parte  di  Telethon  per  l’impegno nelle  cause  umanitarie e da parte del comune di Caltagirone durante la Giornata mondiale del Rifugiato, nel 2014. Per chi volesse vederli e ascoltarli dal vivo, domani si esibiranno a Catania e l’1 ottobre a Favara (Agrigento).

Noi ci saremo.

 

Pagina Facebook Canale YouTube di AfroFamily

Galleria foto (copyright di Cristina Bellitto Grillo)

 

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