Google festeggia la poetessa dei Navigli, Alda Merini

Google festeggia la poetessa dei Navigli, Alda Merini

E’ l’inizio della Primavera e Google festeggia così questa giornata, ricordando la poetessa dei navigli scomparsa il 1 Novembre 2009.

Alda Merini proprio oggi avrebbe compiuto 85 anni e infatti in una delle sue ultime raccolte recitava: ”Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta”.

Il Blog che Vale partecipa a questo magnifico ricordo riproponendovi alcune delle poesie di Alda Merini a noi più care :

downloadSi, io ti amo come posso

  • Sì, io t’amo e come posso dire
    quel che mi accade quando sale in seno
    questa grande visione che rapire
    potrebbe al cielo tutto il suo sereno?
    Io non canto e non parlo e vò  soffrire
    avidamente di questo tuo sdegno
    che tu m’hai raccolto e non mi sazi
    e per ogni argomento tu mi strazi.
  • Mi sono innamorata

Mi sono innamorata
delle mie stesse ali d’angelo, delle mie nari che succhiano la notte,
mi sono innamorata di me 
e dei miei tormenti. 
Un erpice che scava dentro le cose, 
o forse fatta donzella
ho perso le mie sembianze. 
Come sei nudo, amore, 
nudo e senza difesa: 
io sono la vera cetra 
che ti colpisce nel petto 
e ti dà larga resa.

  • A volte Dio

A volte Dio
uccide gli amanti
perché non vuole
essere superato
in amore.

  • Alda Merini
    Amai teneramente dei dolcissimi amanti
    senza che essi sapessero mai nulla.
    E su questi intessei tele di ragno
    e fui preda della mia stessa materia.
    In me l’anima c’era della meretrice
    della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.
    Molti diedero al mio modo di vivere un nome
    e fui soltanto una isterica.
  • Alda Merini, da “La terra santa”Le più belle poesie
    si scrivono sopra le pietre
    coi ginocchi piagati
    e le menti aguzzate dal mistero.
    Le più belle poesie si scrivono
    davanti a un altare vuoto,
    accerchiati da argenti
    della divina follia.
    Così, pazzo criminale qual sei
    tu detti versi all’umanità,
    i versi della riscossa
    e le bibliche profezie
    e sei fratello a Giona.
    Ma nella Terra Promessa
    dove germinano i pomi d’oro
    e l’albero della conoscenza
    Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
    Ma tu sì, maledici
    ora per ora il tuo canto
    perché sei sceso nel limbo,
    dove aspiri l’assenzio
    di una sopravvivenza negata. 
  • Alda Merini, da “La Terra Santa”Io sono folle, folle, folle d’amore per te .
    io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle
    perché ti ho perduto .
    Stamane il mattino era cosi caldo
    che a me dettava quasi confusione
    ma io era malata di tormento
    ero malata di tua perdizione..

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