“Futtitinni” è un’opera d’arte

“Futtitinni” è un’opera d’arte

Prendi un confetto e “futtitinni! Ci sarà anche un progetto artistico dietro ma il concetto del “futtirisinni” è più chiaro di quanto si pensi. Il termine, che per i residenti oltre lo Stretto di Messina può essere tradotto con “fregatene“, ha un grande impatto comunicativo ed è molto utilizzato in Sicilia. Ecco perché due giovani palermitani hanno deciso che da Sabato 2 Dicembre “Futtitinni” sarà anche il titolo di una nuova opera d’arte esposta presso la galleria di Piazza Cassa di Risparmio a Palermo.

Premessa: “Futtitinni e tutto passa” rappresenta uno stile di vita per noi, è un modus vivendi che per alcuni inizia in adolescenza e non finisce mai e per altri, invece, è un momento in cui di certo si è già passati. In tempo di crisi, augurare “futtitinni” suona quasi terapeutico, come consigliare una medicina tradizionale ed efficace, estremo rimedio alle difficoltà della vita.  Oltre a diminuire i danni legati all’insorgere di patologie del fegato e delle vie biliari, “futtitinni” è un motto nazional-popolare che per un gruppo di amici su Facebook merita addirittura di essere riconosciuto dall’Accademia della Crusca.  Insomma, è un termine positivo (e non serve nemmeno tanta creatività per trovarci l’ironia).

Ospite de Il Blog che Vale oggi è Dario La Rosa (alias Pablo Dilet), colui che – insieme a Giuseppe Veniero – ha ideato il progetto di cui vi raccontiamo: “Abbiamo creato 100 barattoli, contenenti confetti, che saranno esposti in Galleria a Palermo per un periodo di tempo limitato al termine del quale chi vorrà potrà portare a casa un oggetto che rappresenta libertà. Futtitinni – ci spiega Dario- è uno stereotipo trasformato in opera contemporanea secondo cui, anche dalla cosa comune, si può sempre ricavare il proprio punto di vista. Per questo, anche da un piccolo contenitore di confetti, dalla segreta e immaginaria ricetta legata al benessere interiore, si possono trovare le risposte ad una società che ingabbia l’uomo in troppi sensi di colpa e preoccupazioni”.

Giornalista, artista e comunicatore,  Dario non è nuovo a queste iniziative. Qualche mese fa, infatti, è stato l’ideatore di due opere che hanno avuto un particolare successo a Palermo: la scritta “Thank You“, realizzata con mattoncini di plastica ed esposta in piazza Pretoria (a testimonianza che dire grazie è un valore da costruire) e la scritta “Welcome“, una parola la cui bellezza contrasta con il materiale realizzato, ovvero un filo spinato arrugginito (un contrasto secco che pone al centro dell’osservazione gli stati d’animo in un momento in cui, a livello globale, si discute sulla necessità di un’apertura verso l’altro).

Volevo creare qualcosa di tangibile, un modo per far entrare davvero l’osservatore nel significato intrinseco di alcune parole fondanti della nostra società. Quando ho ideato Futtitinni ho pensato che è proprio grazie all’arte che una parola dialettale può diventare un invito ad uno stile di vita leggero e votato alla bellezza. Un invito che è anche quello del saper guardare oltre, del saper cogliere nuove sfumature di cose che all’apparenza sembrano già viste 

 

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