Di cosa si occupa il Centro Antiviolenza Thamaia?

Di cosa si occupa il Centro Antiviolenza Thamaia?

Domenica 9 Aprile alle ore 21 all’Alchimista di Catania, in via S. Euplio, si terrà la serata di beneficienza dedicata al sostegno dell’attività del Centro Antiviolenza Thamaia. Per l’occasione speciale, torneranno alla console Giuseppe Strano e Vincenzo Lojacono, i due amati dj catanesi degli anni 80′ e 90′ (ormai da anni lontani dal mondo della musica) che hanno scelto Il Blog che Vale come media partner di questo momento di solidarietà.

Riprendendo il progetto che abbiamo già lanciato in occasione della festa delle donne, “I Love Me” sarà il tema della serata. Amarsi consapevolmente consente a noi donne di agire, denunciare e prendere scelte consapevoli, adatte a migliorare la nostra vita presente e quella futura. E’ questo il messaggio che in questa occasione noi de Il Blog che Vale ci sentiamo di lanciare.

E per spiegare meglio perché abbiamo scelto Thamaia come protagonista della serata, abbiamo incontrato la presidente della stessa associazione, l’avvocatA (ci tiene a precisarlo al femminile) Loredana Piazza.

Di cosa si occupa esattamente il Centro Thamaia e quali sono i progetti in corso?

Al microfono, Loredana Piazza

“Thamaia è una associazione con sede a Catania che si occupa di aiutare a prevenire la violenza maschile sulle donne, non solo nell’ambito dei rapporti familiari ma anche in quelli esterni. La violenza ha tantissime forme, non si tratta solo di violenza fisica – ci spiega la presidentessa – c’è anche un tipo di violenza altrettanto subdola che è quella psicologica”.

In linea con i dati nazionali, anche in Sicilia le vittime di violenza maschile sono spesso (e anche) donne provenienti da un ceto medio alto.

“Si, il 53% delle donne che si sono rivolte a noi ha un livello culturale medio alto, sono diplomate e spesso laureate – ci racconta l’avvocata – e tutto nasce da una questione prevalentemente culturale che vede la donna come sottomessa all’uomo, al marito o al fidanzato. La maggior consapevolezza delle donne di oggi, impegnate a vari livelli della vita sociale e protagoniste della propria esistenza rende l’uomo insicuro e dubbioso. Le escalation di violenza durano per anni, iniziano con episodi lievi e aumentano nel corso del tempo, fino ad arrivare al cosiddetto femminicidio. Spesso sono strategie programmate lucidamente, al fine di mantenere il controllo totale sulla donna. Il momento in cui è la stessa donna a volersi sottrarre a questo volere è quello più pericoloso.  Non è un problema di religione – aggiunge la Piazza – né di etnia o di una parte del mondo ma è un fenomeno trasversale che deriva anche dalla mancanza di parità tra i sessi”.

Quali sono le attività più importanti del Centro?

“Sensibilizzazione, formazione e assistenza. Diffondiamo idee e pensieri e promuoviamo incontri presso strutture e scuole di ogni ordine e grado. Facciamo formazione specifica ai nostri operatori e a chiunque lo richieda, come operatori delle forze dell’ordine o delle istituzioni. L’associazione lavora in rete, spesso per il tramite della rete antiviolenza distrettuale di cui fanno parte la Questura, i Carabinieri, la Polizia postale, l’Università e i sindaci dei comuni coinvolti. La rete, peraltro, si riunisce periodicamente per capire di cosa ha bisogno il territorio”.

Quante donne fanno richiesta di aiuto?

“I dati del 2016 che sono ancora in elaborazione riportano già un numero di più di 200 donne che hanno fatto richiesta di aiuto al nostro centro. Il fenomeno è trasversale, riguarda donne di ogni classe sociale e di ogni età. Da nord a sud si tratta di una drammatica situazione che merita impegno e attenzione da parte di tutti”

Come si può richiedere aiuto a Thamaia?

“E’ possibile contattare il numero appositamente attivato 095.7223990. La telefonata è assolutamente anonima. Chi risponde al telefono è un operatrice formata, competente e professionale, in grado di accogliere la richiesta e fornire le risposte più adatte alla situazione”.

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