Il Blog che Vale questa settimana torna alle idee innovative dei giovani di oggi, di quelli che, nonostante gli anni di studio, la laurea e le esperienze professionali importanti, cercano e trovano un modo per sconfiggere il “perenne precariato” in maniera diversa. Lei si chiama Lucia Marino, è un architetto specializzato in restauro, ha lavorato per una nota casa di moda italiana, ha lavorato alla realizzazione degli interni di grandi navi da crociera e oggi è soprattutto mamma a tempo pieno ma la sua è una favola moderna con un progetto che vale la pena raccontare.

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Era il 2009 ed un gruppo di giovani paternesi, capitanati dai cugini Giuseppe Sapia e Luca Corsaro, capirono che poteva esserci un modo diverso di vivere la città anche di notte, un modo che doveva e poteva partire proprio dalle piccole cose come appunto “passeggiare insieme“. Una passeggiata tra amici in bici, coi pattini o a piedi, l’importante per i cugini “PIL” – così ribattezzati dall’acronimo di “Paternò in Linea” – era stare insieme per le strade, di nuovo per le strade della città.
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Un robot per aiutare i bambini autistici: è l’idea di Giuseppe Pennisi

Continuando il nostro viaggio tra le idee che hanno valore, questa settimana ne raccontiamo una che si propone di cambiare la vita a migliaia di bambini. Ancora una volta il protagonista della nostra storia è un giovane trentenne, lui vive a Paternò e, seguendo un sogno insieme ai due cugini, Daniele e Marco Lombardo, è riuscito a realizzare un software Robomate per robot umanoide capace di aiutare i bambini autistici. Il sogno realizzato si chiama Zeno ed il protagonista è Giuseppe Pennisi. 

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Katia, la “falegnama” che affronta la crisi in modo diverso
Il Blog che Vale continua il suo viaggio nel mondo delle idee. Oggi vogliamo raccontarne una semplice ma ricca di passione tutta al femminile. Nell’era del web, delle professioni digitali, delle grandi imprese innovative ma anche della crisi economica più grave degli ultimi decenni, c’è qualcuno che ha scelto di dedicare la sua vita ad un lavoro antico e tipicamente maschile. Lei si chiama Katia ed è una “falegnama”, da anni lavora il legno con le sue mani, realizza oggetti nuovi e restaura quelli vecchi con la passione tipica di chi riesce a realizzare un sogno. Tradizione, arte e creatività mescolate insieme con la forza e la determinazione di chi vuole esserci in modo diverso.
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