Barbara Tabita ospite di Vale: “Quando interpreto grandi donne penso a quelle di casa mia”

Barbara Tabita ospite di Vale: “Quando interpreto grandi donne penso a quelle di casa mia”

La conosciamo come una tra le più importanti attrici del panorama televisivo e teatrale italiano. Di recente l’abbiamo vista protagonista della fiction di Rai1 dedicata alla storia di coraggio di Felicia Impastato. Nel ruolo del magistrato Franca Imbergamano, l’ospite di oggi è riuscita a rappresentare tutta la forza e la determinazione tipica delle donne siciliane. Lei è Barbara Tabita, 41 anni, nata e cresciuta ad Augusta. Sicula doc nel corpo e nell’anima.

L’abbiamo incontrata per voi proprio pochi giorni fa e nelle sue parole c’è tutto l’amore e la passione per questa nostra meravigliosa Isola.

  • Come ha avuto inizio tutto? E qual è stato il passo più importante per il lancio della tua carriera artistica? “Devo la mia passione per il teatro a mio fratello Luigi, anche lui attore.  All’età di 6 anni, aveva il busto di De Filippo sul comodino e il poster di Pirandello … per il compleanno volle in regalo l’abbonamento al Teatro Stabile di Catania, così a giro un membro della mia famiglia doveva accompagnarlo, noi vivevamo ad Augusta in provincia di Siracusa … e così quando toccó a me rimasi folgorata!!! Quello era quello che avrei fatto da grande e avevo 11 anni. Iniziai prima con le compagnie amatoriali scolastiche e di paese, finchè non ebbi l’età dopo il liceo per poter entrare in un accademia per professionisti, e fù mio fratello Luigi a prepararmi per il provino.  La nostra passione comunque ha radici lontane , il mio bisnonno faceva l’attore nella compagnia di Pirandello. Non credo ci sia stato un passo piu o meno importante, ogni passo mi è servito per andare avanti alle volte o per restare ferma un giro; è un mestiere molto competitivo e ti costringe a sacrifici continui, sopratutto se lo consideri come me un lavoro e non cerchi ne  fama o ricchezza o usi mezzucci squallidi”.
  • Nella tua carriera hai interpretato molto spesso ruoli di donne siciliane dal carattere forte e romantico. A chi ti ispiri quando inizi a lavorare per interpretare questi ruoli? Alle donne di casa mia”. E come le racconteresti in poche righe? “Le racconterei in un solo sguardo e senza aprire bocca, noi parliamo con gli occhi, è un retaggio antico che ci hanno tramandato mamme e nonne
  • IMG_2438Di recente, ti abbiamo vista impegnata nella fiction di Rai1 dedicata a Felicia Impastato dove hai interpretato il ruolo del magistrato Franca Imbergamano. Sappiamo anche che prima di interpretare la parte hai incontrato di persona la protagonista. Cosa ti ha lasciato tutta questa esperienza? Grande tristezza nel pensare che ci sono voluti vent’anni per arrivare alla verità, grande gioia nel sapere che questa battaglia alla ricerca della verità è stata vinta dalla caparbietà di due donne, Felicia e Franca, un binomio di lealtà, rispetto, rigore e testardaggine”
  • Sia in televisione che al Cinema, purtroppo, ancora oggi l’immagine della Sicilia rimane quella stereotipata di una terra tormentata dalla mafia, a volte vittima e altre, ancor peggio, tenera ed accogliente culla di essa. Perché secondo te al cinema come in televisione non si riesce ancora a raccontare la vera Isola delle meraviglie che invece è?

“Ti racconto un aneddoto – mi risponde Barbara che nella vita si occupa anche di management cine tv e che per questo si è spesso trovata a proporre la Sicilia come terra perfetta per far girare dei film – un giorno mentre mi trovavo ad un convegno il figlio adolescente di un regista mi ha fatto queste domande:

Scusi ma voi (siciliani) non amate?
– In che senso, scusa?
– Da voi sembra che c’è solo la mafia, perché non raccontate storie d’amore? Non vi amate?
Io rimasi in silenzio perché davvero non sapevo cosa rispondere …

Ringraziando il cielo – comunque continua Barbara –  qualche anno fa abbiamo girato Italo, e ti assicuro che nei tanti festival all’estero dove sono stata invitata a presentare il film, la gente restava a bocca aperta chiedendoci se il paesino – ovvero Scicli – era reale o meno. La nostra è una terra stupenda e finché le istituzioni non capiranno che il business del cinema e della tv oltre a portare lavoro per un enorme indotto è  anche un volano per il cine-turismo continueremo a sorbirci prodotti con sparatorie e morti ammazzati ovunque anche in quei luoghi dove la malavita non ha mai messo piede”.

Barbara Tabita in "Il 7 e l'8" di Ficarra e Picone
Barbara Tabita in “Il 7 e l’8” di Ficarra e Picone

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