Amara: dalle arance rosse al primo amaro al mondo al sapore di Sicilia

Amara: dalle arance rosse al primo amaro al mondo al sapore di Sicilia
Continua il nostro viaggio tutto siciliano tra le “idee che hanno valore”. Per raccontare una Sicilia diversa, che sogna, che spera e che riesce a realizzare i propri sogni, oggi sono andata a trovare due ragazzi, due giovani nati e cresciuti a Paternò, in provincia di Catania, due imprenditori che hanno scelto di costruire il proprio futuro partendo dalle meraviglie di un prodotto tipicamente siciliano, il più siculo per eccellenza: l’arancia.

Loro si chiamano Giuseppe ed Edoardo, ingegnere il primo e commercialista il secondo, e sono i produttori di “Amara”, il primo amaro a base di arancia rossa di Sicilia prodotto alle pendici dell’Etna e distribuito in tutto il mondo.

Puntando alla valorizzazione di un prodotto le cui caratteristiche ed opportunità sono note a molti, i ragazzi hanno scelto di stravolgere un clichè tristemente noto ed hanno deciso di puntare tutto su una forma di commercializzazione nuova dell’arancia rossa.

L’oro rosso è così diventato un ottimo amaro destinato ad imbandire le tavole più eleganti d’Italia e non solo. Un successo straordinario che, oltre a consacrare l’idea dell’amaro all’arancia come un nuovo must per le “tavole di buon gusto”, ha sdoganato un nuovo modo di bere l’amaro, tutto pensato al femminile. Amara è, infatti, l’amaro che piace alle donne, che è “femmina” nell’elegante confezione, nel gusto intenso e nei colori.
Un prodotto insomma che segna un passaggio decisivo per il futuro di questi due giovani e per lo staff che li ha accompagnati in tutta l’impresa. Ma per noi Amara è soprattutto una esperienza vincente, un simbolo positivo per quei ragazzi che tentano di farcela “liberamente”.

 

Conosciamoli più da vicino. 

 

Chi sono i produttori di Amara? 
Edoardo Strano, nato e cresciuto a Paternò, si è laureato in Economia giovanissimo e adesso vive a Catania insieme alla sua famiglia. La sua azienda da ben tre generazioni produce arance rosse di Sicilia IGP. Giuseppe Fabio Librizzi è ingegnere gestionale con esperienze nel campo delle enenergie rinnovabili. Anche lui nato e cresciuto a Paternò adesso vive a Catania dove continua a svolgere la libera professione, coniugando l’amore per la terra ed i suoi prodotti ad un nuovo modo di fare impresa.

 

Come è nata l’idea di produrre un amaro a base di arancia rossa? Dove e come si svolge la produzione di Amara? 
“L’idea nasce dalla voglia di valorizzare l’arancia rossa di Sicilia – ci dicono -. Siamo arrivati alla produzione di amaro grazie al nostro intuito. Abbiamo pensato che si potesse trattare del modo migliore per gestire i sapori forti dell’arancia rossa. La produzione avviene in un liquorificio vicino Motta Sant’Anastasia. Seguiamo la filiera produttiva dall’inizio fino alla fine: la selezione delle migliori arance, l’infusione delle scorze, l’infusione delle erbe aromatiche, l’aggiunta di acqua e zucchero ed infine l’imbottigliamento”.

 

L’identità territoriale, l’appartenenza alla Sicilia, sembra essere la materia prima del vostro prodotto. Quanto ha influito la vostra “sicilianità” in questa scelta? 
“Amara esprime un nuovo concetto di Sicilia. Semplice, lineare, minimal, con un design moderno. Il nome è un tributo alla donna. Dopo varie ricerche, abbiamo scoperto che 9 amari su 10 erano rivolti al solo pubblico maschile, abbiamo così cercato ed ottenuto un equilibrio tra le erbe aromatiche, le scorze e lo zucchero che ha fatto la differenza sul prodotto finale”.

 

Come state lavorando per la distribuzione e diffusione del marchio?
“Il prodotto è distribuito in Italia da vino&design (distributore di vini di nicchia, italiani e internazionali), solo sul canale HORECA (solo enoteche, ristoranti). All’estero invece abbiamo dei distributori in Australia (Melbourne), Canada (Toronto, Montreal) e Belgio”.

 

Oggi voi rappresentate un esempio, una speranza in più per quei tanti giovani che cercano di collocarsi in un mercato ostile che premia solo le idee buone, quelle appunto che hanno valore come la vostra. Quali sono i consigli di “Amara” ai giovani come voi? 
“Bisogna credere in quello che si fa. Fare squadra, e soprattutto essere flessibili. Serve tanta flessibilità. In realtà ci siamo inventati un lavoro da zero e pare sia andata bene”.

 

Come rispondono le istituzioni al vostro lavoro? Avete avuto supporto/sostegno o no? Credete che l’Amministrazione debba sostenere le “buone idee” come le vostre? 
“In effetti non abbiamo avuto bisogno delle istituzioni, un buon apporto è fornito dalla Camera di Commercio di Catania che organizza varie iniziative promozionali in giro per il mondo. Ovviamente lo stato deve sostenere le imprese che apportano valore aggiunto al territorio (iva agevolata, disagi ogistici ecc…). Ma noi siamo andati avantinda soli comunque”.

 

 

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