Alla Cambusa di Giardini presentata l’opera teatrale di Francesco Santocono

Alla Cambusa di Giardini presentata l’opera teatrale di Francesco Santocono

“Il loto e il papiro” è il titolo dell’opera teatrale in tre atti appena pubblicata da Francesco Santocono, giornalista catanese esperto di egittologia e appassionato del dramma antico. Noi lo abbiamo incontrato in occasione di una delle sue numerose presentazioni che questa estate stanno animando il palcoscenico culturale siciliano.

Nello splendido scenario de “La Cambusa Beach Club” di Giardini Naxos, lo scorso sabato sera, in una location completamente nuova per questo tipo di eventi, Santocono ha presentato la sua opera davanti ad un vasto pubblico composto da spettatori e appassionati del settore. “E’ un progetto a cui lavoravo da tempo – ci ha detto – e che sta riscuotendo un grande interesse. La novità è l’idea stessa di far sposare il teatro all’antico Egitto con una formula completamente innovativa. Una formula che con enorme orgoglio arriva proprio da Catania“.

Il dramma in tre atti vede la prefazione del Prof. Zahi Hawass, noto archeologo e ambasciatore delle antichità egiziane nel mondo. Non a caso, l’opera ha già attirato l’attenzione di alcuni tra i più grandi critici del settore in ambito internazionale. “Non ci sono pervenute tracce di opere di questo genere scritte nell’antico Egitto – ha detto Zahi Hawass – anche se nella storia non mancano racconti di ogni tipo su leggende o miti. Proprio per questo l’esperimento di Francesco Santocono mi sembra davvero una novità degna di grande interesse”.

Breve presentazione del testo

Il primo atto de “Il loto e il papiro” si svolge a Tebe e si apre con l’annuncio della nascita del secondo discendente del Faraone Sequenenra e della Regina Ahotep, il piccolo Ahmose; prosegue con l’arrivo del Visir, il quale illustra lo stato di prontezza dell’esercito, convincendo il Faraone a dirigersi a Elefantina per ottenere gli auspici del dio Khnum.

Il secondo atto si svolge ad Avaris e si apre con un ricevimento del Re Hyksos e alcuni ambasciatori alleati, i quali vengono informati in maniera cruenta sull’importanza dell’accordo. A conclusione il Re, incontra segretamente il Visir di Tebe, il quale gli annuncia la morte di Sequenenra.

Il Terzo atto si svolge a Tebe e si apre con il rito della rigenerazione per la morte del Faraone. La regina Ahotep apprende del tradimento del Visir e lo condanna. L’opera si chiude con gli auspici della regina madre Tetisheri.

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