A qualche mese di distanza dall’ultimo tg di Antenna, Flaminia Belfiore dice la sua e si racconta

A qualche mese di distanza dall’ultimo tg di Antenna, Flaminia Belfiore dice la sua e si racconta

E’ stata per 30 anni il volto indiscusso della televisione catanese. Giornalista e anche conduttrice, Flaminia Belfiore ha accompagnato le nostre serate televisive con stile ed eleganza ma soprattutto con l’innata capacità di “attraversare lo schermo” rispettando prima di tutto il suo pubblico. Mamma (di due figli) e moglie del grande giornalista e professore Enrico Escher (fondatore di molti format giornalistici dell’Università di Catania, tra cui anche Radio Zammù) scomparso purtroppo nel 2009 e a cui di recente l’ateneo catanese ha dedicato un premio di giornalismo, Flaminia è tra le giornaliste che hanno saputo meglio affermarsi in questo mondo “che fu dorato” e che in tanti hanno ammirato.

2016-03-15 09.50.16A contendersela sono stati davvero in tanti ma fedele ai suoi impegni e profondamente legata a questa terra, Flaminia Belfiore è stata nel cuore di Antenna Sicilia per più di 30 anni, da quando nel 1979 Pippo Baudo tenne a battesimo la nascita dell’emittente televisiva fondata dal gruppo di Mario Ciancio Sanfilippo. Dal 1979 fino al 2015. Fino a quel momento, di certo poco felice, che ha visto in prima pagina lo scandalo legato alle vicende giudiziarie dello stesso Ciancio e la chiusura della sua emittente televisiva con il licenziamento dei giornalisti. Insomma, dal 79 fino all’estate del 2015 quando abbiamo conosciuto anche un nuovo lato del carattere di Flaminia, quello determinato e combattivo contro una scelta imprenditoriale che non ha, probabilmente, tenuto conto del lato umano e professionale di chi quella “bella storia” aveva contribuito a scriverla.

Oggi la incontriamo e proviamo a raccontarla ascoltando direttamente le sue parole.

          • Giornalista ma anche conduttrice, sei stata il volto storico della televisione siciliana. Qual è stato il momento più bello della tua carriera?  Ricordo con piacere tutte le trasmissioni che mi hanno vista impegnata, impossibile citarle, sono state davvero tante. Sicuramente le maggiori soddisfazioni le ho avute dalle due trasmissioni pomeridiane, prima “Noioggi” e poi “Azzurro”, delle quali oltre ad essere conduttrice ero anche autrice e coordinatrice. Un’esperienza magnifica sul piano personale per le continue sfide e la responsabilità, e anche per il lavoro di squadra e il confronto con i rispettivi registi e gli altri conduttori. Credo a questo proposito che la coppia “televisiva” che formavo insieme con Gino Astorina funzionasse molto bene, è stato davvero un peccato terminare quella produzione. E anche il pubblico ne ha nostalgia.
          • E il momento più difficile? Come si può immaginare… gli ultimi quattro mesi di lavoro, da luglio a ottobre 2015, con una dura vertenza in corso e la consapevolezza che stava per finire una storia lunga 36 anni. Il licenziamento è stato terribile per chi era entrato ad Antenna Sicilia appena qualche anno prima, figurarsi per me che (insieme a pochissimi altri del reparto tecnico) mi consideravo un reperto archeologico, per esserci stata fin dal primo giorno, fin da quella famosa inaugurazione con Pippo Baudo. Io conservo memorie di un’epoca che i miei colleghi più giovani hanno vissuto forse come telespettatori da bambini, mentre per me erano pezzi di vita.
            • Forse possiamo affermare che la comunicazione è stata il pane quotidiano della tua vita. Come è stato vivere con un giornalista ( … si parlava di lavoro anche a090713093609 tavola)? E qual è il ricordo più bello di tuo marito? Beh si parlava spesso di lavoro, anche se non ce ne rendevamo conto, nel senso che era il pane quotidiano. I nostri amici erano anche loro di Antenna Sicilia o ne provenivano, per anni abbiamo frequentato giornalisti. Avevamo orari squinternati purtroppo, come succede a chi fa questo lavoro. Lavoravamo nei giorni festivi, spesso entrambi, o di sera fino a tardi. Per anni io non sono stata a casa all’ora di pranzo! Ma a parte questo eravamo una famiglia come mille altre. Il ricordo più bello di Enrico non può essere uno solo, e comunque sarebbe privato. Posso dire che mi ha sempre incoraggiata a crescere professionalmente, ma dopo che sono diventata anch’io giornalista (nel 2000) ha lasciato che cercassi e trovassi da sola il mio stile, senza mai suggerirmi nulla. A volte per avere un suo consiglio dovevo insistere!
      • Come pensi sia cambiato in questi anni il giornalismo televisivo siciliano ed il settore in generale? Il cambiamento è stato radicale e soprattutto veloce ed è sotto gli occhi di tutti. Lo sviluppo dell’informazione online non sempre è coinciso con maggiori garanzie, di professionalità per chi ne usufruisce e di diritti per chi vi lavora. A farne le spese siamo stati in tanti. Redazioni che chiudono, testate cancellate. Si aprono nuovi spazi di comunicazione, è vero, che utilizzano i social e tutte le piattaforme digitali possibili. È una rivoluzione e – guarda caso – Enrico Escher l’aveva prevista. Anche se forse non avrebbe immaginato un epilogo come questo per l’emittente in cui aveva lavorato.
    • In una recente intervista hai affermato che non c’è un futuro per i giornalisti in questa città. Un’affermazione forte che probabilmente era figlia di un periodo particolare della tua vita. Ne sei ancora convinta? Non vedo possibilità di impiego a breve e medio termine. A Catania forse più che altrove gli spazi si sono ridotti all’osso. E non è ancora finita, temo. Ovviamente sto parlando di lavoro regolarmente retribuito. Per il volontariato, c’è sempre possibilità! Sono pessimista perché conosco tanti, troppi colleghi e colleghe, ottimi professionisti, che hanno perso il lavoro negli ultimi tempi e molti di loro stanno pensando seriamente di cambiare mestiere.  
  • A qualche mese di distanza dal licenziamento dei giornalisti di Antenna qualcosa è cambiato. Cosa ne pensi del nuovo format di “Insieme” ad esempio? La risposta è: quale nuovo format?
  • E della nuova avventura di Salvo La Rosa e Litterio (che ricordiamo tornano in onda il 29 Marzo con “Meraviglioso”? Quanto a Salvo ed Enrico, auguro loro un grandissimo successo, ma non ce n’è bisogno: lo sarà. Il pubblico siciliano non aspetta altro che rivedere chi questo format, quello originale, lo ha costruito negli anni e portato alla popolarità.
  • Che progetti hai in cantiere? Tornerai in tv? Con quello che ho detto poco più sopra, sembra piuttosto difficile. Mi piacerebbe ancora fare trasmissioni che mettano insieme attualità e rubriche di servizio, il cosiddetto infotainment (per carità nessun paragone con la D’Urso e le recenti polemiche, io sono una giornalista e rispondo al codice deontologico!). È la dimensione che più mi si addice, molto più del telegiornale. Se troverò questa disponibilità in un canale tv, ne sarò felice. Altrimenti mi organizzerò per… attendere la pensione in altro modo! Non ho mai vissuto per la telecamera, e questa è la mia vera forza.

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