Produrre latte di asina: la coraggiosa ed originale idea di Ketty Torrisi

Produrre latte di asina: la coraggiosa ed originale idea di Ketty Torrisi

Chi lo ha detto che i sogni non possano avverarsi?  Ancora una volta, dunque, “Il Blog che Vale” ci racconta una storia di coraggio, determinazione ed originalità! Si tratta della storia di un’imprenditrice siciliana, Ketty Torrisi (Medico Veterinario) e della sua idea, concretizzata nel 1999, di fondare un’azienda agricola che si occupa della produzione di latte di asina. Collaborata inizialmente da Daniela Franchina (Farmacista specializzata in Scienza dell’Alimentazione), dal Chimico, con indirizzo Organico-biologico, Ivan Stefio e dal dottore in Economia Rosario Torrisi, oggi Ketty, con grinta e dedizione, porta avanti da sola questa sua attività. Il 2001 ha rappresentato un anno davvero importante per la sua azienda che non solo è riuscita ad ottenere l’autorizzazione alla vendita diretta del latte di asina, come prima azienda nel settore in Italia, ma è stata anche nominata responsabile nazionale per SLOW-FOOD del presidio: Asino Ragusano.

DSC_0946Asilandia”, questo il nome, molto fiabesco, dato alla struttura all’interno della quale si trova l’allevamento, di tipo semibrado, che ospita all’incirca 80 asini, di cui 50 fattrici, in prevalenza di razza ragusana. Il latte prodotto (il più simile al latte materno) è destinato, in modo particolare, al consumo pediatrico. A rendere ancora più particolare l’attività, inoltre, concorre il fatto che parte del latte prodotto sia utilizzata anche per la realizzazione di prodotti cosmetici (il latte di asina previene l’invecchiamento della pelle).

Un struttura molto ben attrezzata, quella costruita, che si presta benissimo anche per visite guidate (per scuole e famiglie), seminari, incontri a tema e trekking someggiato. Un grande amore per la natura e per gli animali alimenta, in modo continuo, la crescita di questa azienda, che da diversi anni porta avanti anche una collaborazione con alcune università del territorio (Facoltà di Agraria e Facoltà di Veterinaria), con l’intento di promuovere progetti finalizzati al “miglioramento della razza, della produzione e alla standardizzazione del latte”.

Abbiamo detto ad inizio articolo che vi avremmo raccontato una storia di coraggio, passione e voglia di mettersi in gioco. Bene, crediamo che non ci sia modo migliore di raccontare una storia se non attraverso le dirette parole di chi ha permesso che quella storia avesse il suo inizio, in questo caso la dott.ssa Ketty Torrisi.

  • Dott.ssa Torrisi, Lei non ha mai smesso di credere in questo suo grande progetto. Le sarei grata se volesse spiegare ai lettori de “Il Blog che Vale” da dove sia partita l’idea di dar vita a questa azienda che si occupa della produzione di latte di asina.

“L’azienda nasce da uno di quei percorsi che la vita ti traccia, ma che devi avere la forza o l’incoscienza di seguire. A seguito della mia esperienza personale di mamma con neonato affetto da APLV (allergia alle proteine del latte vaccino) ho avuto modo di verificare l’efficacia del latte di asina in questi casi. Da questo a conoscere il mondo dell’asino e ad amarlo il passo è stato breve”.

  • Un lavoro impegnativo il suo, che però Le permette di stare a contatto diretto con la natura e gli animali. Le andrebbe di descriverci una sua “giornata tipo”?

“La mia è la vita di chiunque si occupi di zootecnia, sveglia alle sei, controllo di tutti gli animali e dell’attività degli operai, controllo delle monte, ecografie, visita ai puledri neonati; verso le dieci inizia l’attività prettamente amministrativa (banche, commercialista, ufficio delle entrate, posta etc.). Il pomeriggio è dedicato alla produzione del latte e all’imbottigliamento. Nei periodi in cui ci occupiamo delle attività con il pubblico (fattoria didattica, La via del latte etc.), ovviamente saltano le attività amministrative. Alle nove della sera dormo saporitamente”.

  • Molti giovani, a causa della mancanza di lavoro, si ritrovano costretti a dover lasciare la propria terra per andare alla ricerca di un’occupazione. Alla luce di questa situazione, la sua scelta e il suo esempio si rivelano importantissimi in quanto infondono nuove speranze! Che messaggio vorrebbe lanciare in modo particolare ai giovani?

“Incoraggio i miei figli, e lo stesso vale per tutti i giovani, ad allontanarsi dalla propria casa il tempo necessario ad approfondire la propria formazione, e poi tornare ad occuparsi della propria “terra”. Intendo dire che agricoltura e zootecnia, visti in chiave imprenditoriale, possono ancora essere una risorsa occupazionale per i giovani”.

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