“Il SUD VOLA” … con le ali ed il coraggio dei giovani imprenditori

“Il SUD VOLA” … con le ali ed il coraggio dei giovani imprenditori

immagine libro il sud volaQuando un anno fa abbiamo intrapreso questa nuova esperienza targata “Il Blog che Vale“, l’idea principale era quella di raccontare e testimoniare un SUD diverso. Un SUD che abbiamo visto cambiare nel corso di questi anni, che volevamo a tutti i costi raccontare agli altri e che ci sentivamo in dovere di mostrarvi. Una terra  in fermento che, lontana dai soliti cliché, lasciava intravedere aperture nuove, esperienze positive, buone pratiche e progetti entusiasmanti. Un SUD pieno di giovani con tanta voglia di cambiare e di farcela combattendo innanzitutto contro la malapolitica e la malagestione.

Un SUD  che vuole dimostrare al mondo che, pur senza risorse e vantaggi al pari delle altre regioni d’Italia e del mondo, riesce ad “eruttare” nonostante tutto. In questo percorso, abbiamo avuto il piacere di fare tanti incontri importanti, di raccontare piccoli e grandi idee ma soprattutto di testimoniare che “vale ancora la pena di sognare”.  E l’incontro di oggi è uno di questi incontri, uno di quelli che testimonia che forse non sbagliavamo.

“Il SUD VOLA” è infatti il titolo del libro firmato dal collega Alessandro Cacciato. Si tratta di una raccolta di interviste, incontri ed esperienze vissute in prima persona dallo stesso autore in diversi settori dell’innovazione, dalla tecnologia all’artigianato, dall’agricoltura alla politica passando dal sociale, garantendo al lettore uno spaccato di un Sud Italia che, grazie all’esempio di molti giovani, sta scoprendo dinamiche totalmente inedite per questo territorio.

———-

1 – La tua è una visione della nostra terra decisamente in controtendenza ma è ottimistica e propositiva. Perché?  Cosa ti porta a parlare di quarta rivoluzione industriale?

In effetti le parole del titolo del libro possono stonare se pensiamo solamente all’arretratezza in cui versa il nostro territorio; per andare da Agrigento a Messina ci vogliono oltre tre ore ed alcuni dei nostri Comuni non riescono a servire i propri cittadini con servizi elementari degni di un paese civile.

Oggi però viviamo in un mondo che offre moltissime opportunità che non tutti riescono a cogliere. Parlo della quarta rivoluzione industriale che è in corso e che  prevede dinamiche e connessioni assolutamente inedite. Coloro i quali si attivano utilizzando le straordinarie risorse della sharing economy, che abbiamo tutti noi a disposizione a costo zero, riescono a generare realtà imprenditoriali economicamente sensate, riescono a generare reddito rimanendo così in Sicilia o nel Sud Italia.

Tutto questo non è unicamente un fattore economico ma anche sociale. Se un giovane riesce ad essere economicamente indipendente grazie alla sua startup o piccola azienda sarà un uomo ancor più libero, nel senso che non sarà tentato di assecondare le tragiche logiche della clientela politica e concorrerà a generare, nel prossimo futuro, una classe dirigente diversa (si spera) da quella del passato.

2 – Cosa ti ha spinto a raccontare le buone “idee” e quali sono quelle che più ti hanno colpito?

ale 1Mi sono attivato nel 2013 grazie alla mia assidua frequentazione di Farm Cultural Park, il centro culturale di nuova generazione che è nato a Favara (Agrigento) nel 2010. In questo piccolo paesino i fondatori, Andrea Bartoli e sua moglie Florinda Saieva, con mezzi propri, hanno recuperato un piccolo quartiere nel centro storico del paese andando in totale controtendenza con il passato quando le amministrazioni erano solamente capaci di alzare muri per isolare le parti pericolanti delle città, aggiungendo degrado all’abbandono. A Favara si è dimostrato che con un investimento in una zona abbandonata, l’inserimento di attività culturali collegate ai circuiti internazionali, tramite un’attenta comunicazione sul web, hanno generato una nuova vita per tutta la provincia. E non solo, Andrea e Florinda non si sono chiusi in un club privato o hanno avviato una speculazione edilizia (come invece avveniva nei decenni passati) ma al contrario si sono aperti alle migliori menti del territorio, hanno visto nei giovani professionisti e nei disoccupati del luogo non la problematica ma la risorsa e per i giovani questa è stata una vera e propria rivoluzione poiché, dopo decenni di mortificazione si sono potuti finalmente esprimere.

Frequentando questi ambienti pieni di entusiasmo e idee ho trovato la giusta motivazione per cominciare a viaggiare e andare a conoscere realtà simili in giro per il sud Italia e ho trovato un’effervescenza che non mi aspettavo. Piccole e grandi imprese come Edisonweb, Mosaicoon, Wib Machines, gli artigiani dei fab lab di Messina, Palermo, Licata o Catania, artisti, studenti/imprenditori come i ragazzi di LATI dell’Istituto Vittorio Emanuele III di Palermo ma non solo. Ci sono gli incubatori d’impresa: all’Università di Palermo esiste da molti anni il Consorzio Arca e lo Smart Planning Lab, a Catania c’è il Working Capital di Telecom, tutte solide realtà che stanno cominciando a sperimentare con successo nuove idee di business. Molte di queste attività però sfuggono dalle statistiche ufficiali (che per il sud Italia, nel settore imprenditoriale hanno davanti ancora un drammatico segno meno) ma dimostrano che esiste un grande fermento che può determinare un progresso a patto che la solita classe dirigente non decida di fungere da ostacolo piuttosto che da facilitatore.

3 – Parli spesso di Pubblica Amministrazione ed Innovazione che, se contestualizzata in chiave siciliana, ha un senso molto più ampio e complesso. In una macchina organizzativa come ad esempio quella della Regione Siciliana che – per dirne una – si affida ancora ai “commessi” per traslocare carte da un piano all’altro, come pensi sia possibile “innovare”?

Permettimi una veloce riflessione: tutti vediamo come i nostri figli o nipoti siano molto più a loro agio con le nuove tecnologie rispetto alla nostra generazione e quotidianamente acquistiamo beni o ci informiamo tramite smatphone o tablet; oggi possiamo connetterci e dialogare a costo zero con i nostri parenti o amici che vivono dall’altro lato del mondo. Le nostre abitudini sono cambiate semplificandoci la vita e giornalmente compiamo azioni che solamente qualche anno fa ci sembravano impossibili. Vedendo attorno a noi tutto questo progresso come possiamo accettare ancora le lentezze burocratiche e la miopia di certi amministratori che si ostinano a rimandare ad un domani indefinito la modernità esistente? E’ giunto il momento di riscrivere certe regole e per farlo la politica, i politici e i burocrati devono ritornare a studiare e sperimentare queste nuove pratiche uscendo dai loro lussuosi uffici. Esistono soluzioni immediate per la Pubblica Amministrazione per agganciare il progresso e aiutare chi riesce o tenta di costruirsi un futuro facendo impresa sfruttando tutta questa ricchezza.

Basterebbe aprire gli edifici pubblici non utilizzati per creare aree di coworking o fab lab comunali, sgravando le amministrazioni dal mantenimento delle stesse; si potrebbero far entrare nelle amministrazione gruppi di volontari (che esistono) che possano aiutare i dipendenti più avanti con l’età, ai quali viene periodicamente spostata la data del pensionamento e che sono meno a loro agio con le nuove tecnologie, a seguire in modo più dinamico la modernità. Oggi, per esempio, i blog, i siti web, Facebook, YouTube, Instagram, i servizi di Google e molto altro possono essere, sia per il pubblico che per il privato, dei mezzi straordinari per la promozione e la condivisione di informazioni a costo zero. Oggi per le pubbliche amministrazioni è obbligatorio fare open data e non tutti riescono a stare al passo con determinate regole; c’è molto da fare ma le soluzioni esistono.

4 – Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto cominciando a raccogliere informazioni e dati per una nuova pubblicazione che tratterà le dinamiche che ha portato la Sicilia, a partire dalla fine degli anni ottanta, ad avvicinarsi al mondo dell’innovazione. Purtroppo è ancora forte, soprattutto nel nord Italia e oltre oceano, l’immagine di una Sicilia (e del Sud) sonnacchiosa, strafottente e omertosa. Importanti fatti della nostra recente storia dimostrano invece l’esatto contrario e vorrei coinvolgere alcune personalità del nostro territorio, insieme ad alcuni giovani imprenditori, in un’analisi di questi eventi per stimolare il lettore ad una nuova riflessione sulla nostra terra, per avere una maggiore consapevolezza che possa spingere, soprattutto le nuove generazioni, a vivere meglio ed in modo attivo, le prossime sfide che ci riserverà il futuro.

Potrebbero interessarti anche …

Invia commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi necessari sono contrassegnati da *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.