“Giù le mani” – la danza per dire no alla violenza sulle donne

“Giù le mani” – la danza per dire no alla violenza sulle donne

Il 25 Novembre è stata la giornata mondiale dedicata alle donne vittime di violenza. Il web e tutti i giornali hanno dedicato pagine intere a questa importante iniziativa. Il dato terrificante è che ogni 3 giorni una donna viene uccisa dal partner o da un familiare. Secondo i dati ISTAT, nel 2015 Il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza. Ma ci sono anche messaggi diversi e oggi ve ne raccontiamo uno.

wbresize.aspx_Il femminicidio non è solo un tema da affrontare con emergenza ma una vera piaga sociale che, come mi raccontò la famosa scrittrice Simonetta Agnello Hornby in una intervista pubblicata sul quotidiano regionale Sud Press: “E’ diffuso soprattutto tra le famiglie più educate, quelle in cui magari sia l’uomo che la donna sono laureati. Un elemento a dir poco inquietante che fa emergere un vincolo tra l’uomo e la donna di un livello culturale più alto – mi disse durante il nostro incontro all’Università di Catania – si tratta del vincolo di potere che fa pensare all’uomo di non essere in grado di gestire il potere della coppia“. Ognuno di noi deve fare la propria parte in questo.

La promozione e l’educazione degli adulti del futuro è fondamentale per far crescere una generazione di donne e uomini consapevoli e lontani da questa forma di violenza.

Ed è rimanendo sulla promozione e sull’educazione che vi racconto il messaggio che la danzatrice paternese Lucia Serrano ha voluto portare sul palcoscenico insieme alla sua giovane allieva Irene Sciortino. Un messaggio scritto con la musica e il movimento. Un messaggio forte che è riuscito ad arrivare dritto al cuore di chi ha avuto la fortuna di assistere alla messa in scena della sua coreografia intitolata proprio: “Giù le mani”. Un messaggio fatto attraverso l’arte e condiviso con chi, un giorno, dovrà cambiare lo stato delle cose.

“Ho sempre pensato che la danza sia una forma d’arte con la quale si possono lanciare messaggi importanti. Le storie di violenza mi hanno sempre colpita e come insegnante di danza di centinaia di bambine ho pensato che fosse opportuno lanciare anche per loro un messaggio educativo, di forza ma anche di speranza” – ci ha raccontato Lucia.

In realtà, le scarpette rosse al centro del palco – ormai simbolo della campagna sociale contro la violenza sulle donne –  e la ballerina con indosso la giacca rossa poco lasciano all’immaginazione. Il tema è già li ed il messaggio sembra essere diretto. I movimenti del corpo, come a volersi divincolare da quella che è una violenza inaudita ed inspiegabile, fanno subito pensare alla sofferenza provocata e a ciò che questo rappresenta per una donna. Un momento, come  ci dice anche Lucia: “che lascia per sempre una ferita indelebile nel cuore di una donna”.

Una ferita che – come la ballerina sul palco – rimane lì immobile a ricordare il dolore.

L’assolo coreografato da Lucia e ballato da Irene ha già vinto premi importanti come il concorso Sicilia In e la Convention Uragano. Premiato da giurie composte da personaggi illustri del panorama artistico internazionale, “Giù le mani” andrà ancora in scena per ricordare, ci dice Irene che ha solo 15 anni: “che la danza è un modo profondo di dire cose importanti a modo nostro e io – ha aggiunto la piccola – ho detto spesso ai miei compagni che la il mio ballo parla del fatto che sia ingiusto alzare le mani ad una donna”.

E detto da un adolescente ci lascia almeno sperare che la società di domani sia migliore di quella attuale. 

 

 

 

 

 

 

 

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