La Lady del vino, Gaetana Jacono: “La Sicilia del vino è una perla”

La Lady del vino, Gaetana Jacono: “La Sicilia del vino è una perla”

Mi sono chiesta più volte in queste settimane quale sarebbe stato l’argomento più importante con il quale poter iniziare la nuova “era” de Il Blog che Vale e le risposte sono state tante, dai progetti sociali alle idee innovative, fino ad arrivare inaspettatamente a quello che vi stiamo per raccontare. Fino a quella lunga telefonata con una donna speciale che ha inevitabilmente stravolto le nostre priorità e l’ordine dei nostri articoli. Pensavamo di parlarvi di vino, di buon vino siciliano e di successi imprenditoriali femminili ma quello che leggerete è invece la storia della Sicilia, è una lettura moderna ed innovativa del tempo che stiamo vivendo con una visione del futuro che davvero, lontana da ogni possibile slogan politico rivoluzionario, è una possibile strada da intraprendere.

 

E’ la storia dell’orgoglio femminile siciliano, della forza di tante donne travolte dalla passione per questa terra e infinitamente devote alla sua inestimabile meraviglia. La missione della “lady” di oggi, molto simile alla nostra, è quella di raccontare in giro per il mondo una terra diversa, migliore, di qualità e con grandissime prospettive. Una Sicilia che guarda all’estero senza nemmeno passare da oltre lo stretto. Una Sicilia elegante e con grandi priorità, una Sicilia imprenditoriale che sa stare insieme, che sa essere unita per realizzare sogni importanti.

Gaetana-Jacono
Gaetana Jacono, manager dell’azienda di vino “Valle Acate”

Gaetana Jacono è alla guida di una delle aziende produttrici di vino più importanti dell’Isola. Il “Cerasuolo di Vittoria DOCG” – che per chi si intende di buon vino è già una garanzia di qualità – è solo uno dei sette meravigliosi vini, prodotti in sette terre diverse, che dalla sua azienda “Valle Acate”, in provincia di Ragusa, vengono esportati in tutto il mondo. Il Zagra-grillo, il Bidis chardonnay, il Frappato, il Moro Nero d’Avola, Rusciano-Syrah e il cru Tanè sono gli altri vini, che rientrano nel progetto “7 TERRE PER 7 VINI”, una realtà frutto di 50 anni di sperimentazioni sul campo, fiore all’occhiello della cantina. Questi vini hanno raggiunto numerosi mercati stranieri dagli Stati Uniti, all’Europa, al Canada, ai nuovi mercati dell’Asia, dal Giappone alla Cina, dalla Russia all’India con un valore dell’export superiore al 65% della produzione.

Nota come una delle “lady del vino” italiane, Gaetana dirige la sua azienda “con un piede in Sicilia e l’altro a Milano – città in cui vive – e andando continuamente in giro per il mondo – ci racconta -. Lavoro in questo settore da quasi vent’anni e sono fiera di essere stata il motore di un grande cambiamento che ha permesso alla mia azienda di passare da 30 mila bottiglie alla produzione di più di 400 mila bottiglie”.

Anche per noi non è stato semplice incontrarla ma di ritorno da un viaggio di lavoro negli Stati Uniti, Gaetana ha così raccontato la sua esperienza: “Quando parlo della Sicilia all’estero, parlo di un grande continente con piccoli territori che hanno una grande peculiarità. Noi tutti siamo testimoni di una buona Sicilia imprenditoriale che rimane comunque un luogo difficile ma che ha anche superato tante grandi difficoltà con orgoglio e che oggi è ricca di belle esperienze, di gente che scommette e che si inventa cose bellissime”.

  • Perché il vino? Sulla base di cosa ha scelto questa strada?

“Ho fatto questa scelta sulla base di tre cose importanti: la mia famiglia e la sua storia, la convinzione di essere nata in luogo magico come la provincia di Ragusa ed il Cerasuolo di Vittoria con una storia antichissima e meravigliosa. Il primo vino siciliano ad aver ricevuto la D.O.C.G il 13 settembre 2005”.

  • Come si svolge oggi il suo lavoro?

“Se finora la mia missione è stata far conoscere i vini nel mondo e per questo ero spesso in viaggio, oggi c’è l’esigenza che sia più presente in Tenuta perché l’Isola è piena di persone interessate al vino che vengono a trovarci e sono curiose di conoscere i nostri luoghi, e io sento il dovere e ho il piacere di accoglierle al meglio come sia addice a una buona padrona di casa Il mio lavoro si sta modificando in un senso molto bello, che vede una Sicilia aperta al turismo interessato ad un nuovo modo di bere vino, più attento all’accoglienza e agli eventi”.

  • Si può parlare di turismo del vino in Sicilia?

Panoramica cantina“Si, con forza. Ma non possiamo nascondere che la viabilità della regione è davvero difficile in questo momento. Venire da Palermo a Ragusa è un viaggio della speranza e questo non ci aiuta, bisogna dirlo e non nascondersi. E’ un viaggio che gli appassionati del vino compiono perché le aziende hanno fatto un grande lavoro di sistema e di comunicazione. Il turista che arriva è un turista molto preparato ma non è vero che gli rendiamo la vita facile. Le segnaletiche sono rare e le strade inagibili. Ma c’è un turismo del vino molto appassionato e soprattutto numeroso ed il grande vantaggio di chi produce nella zona di Ragusa è stato comunque l’apertura dell’aeroporto di Comiso”.

  • E’ solo un problema di viabilità o c’è altro?

“No, solo quello. La Sicilia del vino è una perla, un esempio di come sia possibile fare sistema e raggiungere obiettivi concreti. Oggi si fa un’ottima promozione del territorio connessa al buon vino.

Noi produttori già negli anni 90 abbiamo iniziato a stare tutti insieme, facendo sistema e mettendo la parola Nero d’Avola davanti a tutto, anteponendo gli interessi del gruppo ai nostri, anche a discapito dei singoli marchi per lavorare sotto un unico consorzio, pur avendo tutti peculiarità diverse. E la scelta, seppur coraggiosa,è stata vincente. Il vino, in questi anni, è stato un motore di rinnovamento per tutta l’Isola e per la promozione della Regione. Dal successo del vino siciliano è seguita l’apertura di nuovi ristoranti, di strutture ricettive e di un nuovo modo di visitare la nostra terra e attrarre un pubblico colto e un turista consapevole

Il vino è passato da uva ad impresa (cosa che non è avvenuta in altri settori agricoli in Sicilia) e questo è stato il primo miracolo che ha dato lavoro a tanti giovani, ha creato un mercato florido e a consentito a molti di noi di avanzare prepotentemente anche verso mercati esteri. Poi continuando a fare sistema abbiamo esaltato le peculiarità dei nostri territori, restando uniti nella diversità. E oggi sotto il marchio “Sicilia doc” ci sono 90 associati, tutti produttori di vino di grande qualità.

  • Lei dunque viaggia molto ma come racconta la Sicilia del vino all’estero?

“Noi raccontiamo una storia, che è antica come il vino e moderna come il nostro nuovo modo di fare azienda. Uno dei grandi messaggi che portiamo in giro per il mondo è proprio quello legata alla terra, la terra che ci dona vita e che si rinnova ogni volta. Una terra grande come il continente siciliano – così lei lo chiama – e piccola come i singoli e diversi territori che la compongono. Il vino è un messaggero, la bottiglia contiene un messaggio di cultura, di storia, di persone e di popoli che viaggia attraverso i luoghi e le persone”.

  • Il Cerasuolo di Vittoria è uno dei vini più famosi della sua cantina. Come lo descriverebbe in poche parole? E cosa lo rende così speciale?

“E’ l’unica DOCG che ha una storia antica e tutta propria. E’ un vino molto delicato rispetto ai vini siciliani, un matrimonio perfetto tra la mascolinità del Nero d’Avola e l’eleganza e l’energia femminile del frappato. Un vino che non sovrasta mai il cibo ma che vi cammina al fianco. Oggi gode di una grande rispettabilità e questo è segno che il consorzio ha fatto bene a preservare la qualità del prodotto”.

  • Senta un’ultima curiosità … lei si è laureata in farmacia per poi tornare a produrre vino. Perché?

“Nell’idea dei miei genitori la farmacista era una lavoro perfetto per una donna, positivo ma non eccessivamente faticoso e così li ascoltai. Per un po’ ho anche lavorato in farmacia, pensando che questa fosse la decisione giusta ma il mio cuore batteva troppo verso la campagna. Tre cose mi hanno indotto a scegliere di tornare all’agricoltura: questa terra, luogo forte e non sempre facile, ma di bellezza e contenuti direi struggenti dove bisogna scommettere con forza, ma anche con un pizzico di sana euforia. La mia famiglia che mi ha insegnato a guardare lontano per capire il valore di quello che hai attorno a te e la storia romantica del Cerasuolo di Vittoria, che ho portato nel mondo perché il mondo lo scoprisse e se ne innamorasse. Perché anche io ho un’anima romantica”.

Potrebbero interessarti anche …